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| Roma 1960 2020 |
Ci apprestiamo a festeggiare l’indimenticabile Olimpiade del 1960, a cinquant'anni di distanza e di fronte ad una platea autorevole e competente. Lo facciamo con grande motivo di orgoglio e non senza una visibile emozione dettata dai ricordi di chi visse quei Giochi che mostrarono al Mondo l'efficienza, l'organizzazione, la storia e la modernità di Roma.
Vedere quelle vecchie immagini, studiare quei documenti ormai ingialliti dal tempo, ascoltare i racconti tanto degli atleti che dei sostenitori presenti in quell'agosto-settembre romano, ha sempre più un sapore romantico e al tempo stesso rappresenta uno stimolo per ricreare le condizioni affinché anche una prossima possibile Olimpiade lasci il segno nel cuore e nella vita dei concittadini e di tutti gli italiani.
Si chiudeva forse un’era, hanno sempre sostenuto in molti, quella degli atleti più umani, normali con meno soldi e meno marchi indosso, e con le star di tutto il mondo ancora mischiate tra il pubblico in un clima di allegria non forzata tra i colori dell’ Urbe, e il calore della sua gente.
Soprattutto oggi, come Delegato alle Politiche Sportive, ho la fortuna di ascoltare diversi "addetti ai lavori" che parteciparono a quell’impresa, ancora entusiasti di quella bellissima pagina di storia della nostra città.
Il 1960 lasciò ai romani strutture importanti. Il Foro Italico, iniziato negli anni '30 e terminato proprio alla vigilia dell'appuntamento olimpico da sempre punto di riferimento per lo sport italiano e mondiale; lo stadio Flaminio (realizzato allora su quello intitolato al Partito nazionale prima, e al Grande Torino poi), oggi patria del... Leggi Tutto
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