09 gennaio 2012

Campo Testaccio

L’ ex stadio della Roma, il celebre Campo Testaccio, è in mano al degrado e all’ incuria. Colpa della burocrazia e di alcuni errori. Nell’ impianto, dove i giallorossi giocarono dal 1929 al 1940, doveva esser realizzato un parcheggio. Il progetto parti 4 anni fa, ma da allora c’è stata una lunga serie di stop: prima la sovrintendenza ha bloccato i lavori, ora mancherebbero alcuni permessi. Una situazione che ha spinto il Comune a lanciare un ultimatum: «Mi sono attivato in prima persona – spiega Alessandro Cochi, delegato allo sport e da sempre vicino ai problemi di Testaccio – per mettere la parola fine a questa vicenda. Per questo motivo ho lanciato un ultimatum di 15 giorni a tutti i protagonisti interessati. Se non dovessi ricevere risposte concrete sono pronto anche a chiedere la revoca del contratto». Il delegato del sindaco non punta il dito soltanto verso l’ offesa alla storia romanista, anzi:
«Ciò che mi preme – sottolinea – è la mancanza di una struttura sportiva per il rione. Nel contratto, infatti, relativo alla costruzione del Pup c’ era la realizzazione di un nuovo campo da calcio in superficie. Tutto questo poteva esser pronto da tempo e invece da 4 anni siamo costretti a continui stop. E’ il momento di dire basta». Con l’ ultimatum la situazione potrebbe finalmente sbloccarsi: ad oggi tutti gli incartamenti sono in mano all’ ufficio Pup dell’ assessorato alla Mobilità.