Nella stazione di servizio di Badia Al pino, nell'Aretino, dove Gabriele Sandri fu ucciso nel 2007 verrà affissa una targa in memoria di Gabriele. E' l'iniziativa del comitato 'Mai più 11 novembre'. Alessandro Cochi, delegato del Sindaco Alemanno, allo sport, si dice soddisfatto: "A quasi tre anni da quel triste giorno, è ancora forte e viva in tutti la volontà di continuare a ricordare Gabriele":
Ci apprestiamo a festeggiare l’indimenticabile Olimpiade del 1960, a cinquant'anni di distanza e di fronte ad una platea autorevole e competente. Lo facciamo con grande motivo di orgoglio e non senza una visibile emozione dettata dai ricordi di chi visse quei Giochi che mostrarono al Mondo l'efficienza, l'organizzazione, la storia e la modernità di Roma. Vedere quelle vecchie immagini, studiare quei documenti ormai ingialliti dal tempo, ascoltare i racconti tanto degli atleti che dei sostenitori presenti in quell'agosto-settembre romano, ha sempre più un sapore romantico e al tempo stesso rappresenta uno stimolo per ricreare le condizioni affinché anche una prossima possibile Olimpiade lasci il segno nel cuore e nella vita dei concittadini e di tutti gli italiani. Si chiudeva forse un’era, hanno sempre sostenuto in molti, quella degli atleti più umani, normali con meno soldi e meno marchi indosso, e con le star di tutto il mondo ancora mischiate tra il pubblico in un clima di allegria non forzata tra i colori dell’ Urbe, e il calore della sua gente. Soprattutto oggi, come Delegato alle Politiche Sportive, ho la fortuna di ascoltare diversi "addetti ai lavori" che parteciparono a quell’impresa, ancora entusiasti di quella bellissima pagina di storia della nostra città. Il 1960 lasciò ai romani strutture importanti. Il Foro Italico, iniziato negli anni '30 e terminato proprio alla vigilia dell'appuntamento olimpico da sempre punto di riferimento per lo sport italiano e mondiale; lo stadio Flaminio (realizzato allora su quello intitolato al Partito nazionale prima, e al Grande Torino poi), oggi patria del rugby e di altri grandi eventi; il Palazzo dello Sport all’Eur e quello di viale Tiziano, l’Acquacetosa, le Tre Fontane, Tor di Quinto e tanto ancora. Anche le infrastrutture sono state importanti per la nostra città: dai sottopassi veicolari costruiti per favorire il traffico urbano, all'Aeroporto internazionale di Fiumicino; dalla via Olimpica, fino ad un intero quartiere come il villaggio Olimpico zona destinata a ospitare gli atleti e successivamente dato in eredità alla popolazione per uso residenziale. Tenendo sempre presente che anche i grandi risultati si ottengono con la programmazione e con il lavoro, quello sul territorio dove si uniscono i valori alle capacità tecniche in una prospettiva d’insieme. Dal geometra all'architetto, dall'ingegnere al grande urbanista. E Al centro come nelle periferie stiamo lavorando per costruire campi, palestre, centri sportivi polivalenti e attrezzati, impianti multidisciplinari da utilizzare in chiave olimpica e non solo: Dobbiamo continuare a promuovere lo sport in ogni sua forma e divulgare i principi sani dell'attività sportiva agonistica di vertice e quella amatoriale di base, prima durante e dopo il possibile "Grande Evento". Cinquant’anni fa... Tutto ebbe inizio con una storia che ogni italiano dovrebbe quantomeno conoscere: Dopo anni di attesa il 15 giugno 1955, nella cinquantesima Sessione di Parigi, Il Comitato Internazionale Olimpico, grazie soprattutto all’avveduta preparazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, affidò alla Capitale d’Italia la celebrazione dei Giochi della XVII Olimpiade. È doveroso ricordare che in quella occasione l’Avvocato Giulio Onesti, il Dottor Bruno Zauli, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Coni e l’Ingegner Salvatore Rebecchini, Sindaco di Roma, incitati dalla volontà e dall’ unione di intenti di maturare favorevolmente la decisione del Cio, riuscirono a creare negli ambulacri di un vecchio importante palazzo parigino, un’atmosfera di cordiale comprensione; e si prodigarono validamente, fornendo in un dossier copiosa documentazione: planimetrie, fotografie, disegni, grafici e progetti, raccolti tutti in un chiaro ordine ed illustrati con dovizia di particolari e con eloquenza di cifre. Il budget studiato in quelle pagine non subì sforamento alcuno per una delle Olimpiadi, peraltro, più economiche della storia dei Giochi come ha anche recentemente ricordato l’on. Giulio Andreotti, stimato ed apprezzato Presidente di quel Comitato Organizzatore. Le Olimpiadi del 1960 si aprirono il 25 agosto, esattamente 50 anni fa. Furono salutate solennemente alla vigilia anche da Papa Giovanni XXIII insieme ad atleti e dirigenti in Piazza San Pietro citando per l’ occasione un motto caro al mondo e di nota provenienza ”Mens sana in corpore sano”, e si conclusero l'11 settembre. Fu un’edizione di assoluto valore tecnico, un’edizione che ha tramandato nel tempo figure come Wilma Rudolph campionessa americana della velocità vincitrice dei 100 e 200 metri donne, di un certo Cassius Clay che diventerà leggenda anche come Muhammad Alì, di Abebe Bikila, che fu il primo nero africano a vincere la maratona olimpica arrivando al traguardo addirittura scalzo. Come tributo proprio all’atleta etiope, in questi giorni e poco lontano dall'Arco di Costantino, sarà posta una targa nell’anniversario della grande vittoria del 10 settembre del 1960. Ed altre targhe sul colle capitolino, sono state recentemente restaurate: come quelle in ricordo degli schermidori italiani vittoriosi nell’Olimpiade del 1936 a Berlino, che vide per la prima volta l’accensione della fiaccola, come avveniva nella Grecia Antica con il rito del sacro fuoco. Il braciere olimpico, brucia infatti per tutta la durata dei giochi e rappresenta lo sforzo degli atleti verso la perfezione, con la fiamma olimpica portata da una lunga staffetta di tedofori che la conducono di città in città, così come un simbolo rimane il volo dei colombi verso la pace, e che fanno interrompere durante tutto il periodo, come per magia, ogni tipo di conflitto, su tutta la faccia del pianeta. Ma le Olimpiadi del 1960 furono di assoluto valore anche per i colori italiani. Gli azzurri si piazzarono al terzo posto nel medagliere con 13 ori, 10 argenti e 13 bronzi. Meglio dell'Italia fece solamente l’Unione Sovietica, allora si chiamava così, e gli Stati-Uniti in una sorta di un derby continuo nella cosiddetta guerra fredda. E la Germania sfilò unita, senza, ancora per poco, quel muro vergognoso. L’Italia con tanti eroi dello sport. Molti di loro sono oggi qui, in questa splendida piazza. L’Italia dei 200 metri dell’ angelo con gli occhiali, Livio Berruti, fu grande grazie al ciclismo, che si aggiudicò ben 5 titoli su 6, alla scherma, alla ginnastica, all’equitazione dei fratelli Raimondo e Piero D'Inzeo, al Settebello che scrisse una delle pagine indimenticabili della storia della pallanuoto. E al pugilato: trionfavano i pugili italiani, capofila Nino Benvenuti che andrà poi a combattere al Madison Square Garden di New York da professionista di fronte a migliaia di italiani festanti. E l’Italia fu grande soprattutto grazie a quegli atleti paralimpici che gareggiarono tracciando quel percorso di esempio ed integrazione che ci ha portato fino ai giorni nostri. Ed ora, pensando ai successi di quella Grande Olimpiade, rimasta più di tutte nel cuore delle persone, la più bella della storia, guardiamo al 2020. Con lo stesso spirito, amore, entusiasmo di allora, nonostante ne sia passata di acqua sotto i ponti del fiume Tevere. Un sincero ringraziamento a chi permise nei vari ambiti tutto ciò 50 anni fa, e a chi ha permesso di ricordarlo in questi giorni di doverose e sentite celebrazioni, con gli stessi valori e stimoli che solo lo sport sa insegnare e divulgare. Perché “una città, Caput Mundi, Eterna, e che si chiama Roma, che ha ospitato i Giochi, rimane una città olimpica per sempre!”
Come sempre in questo periodo ci troviamo a tirare le somme del lavoro svolto nei mesi precedenti. Mi sento di dire che sto per affrontare l’estate con due stati d’animo diversi, ma intimamente collegati. Il primo è quello di fare fronte agli impegni che si susseguono anche in questo mese estivo (vedi la cerimonia dei cinquant’anni delle olimpiadi del 1960) dopo un anno intenso come non mai e poco riposo. Un anno, però, che, grazie alle soddisfazioni riscosse, mi ha trasmesso una grande energia. Quella stessa energia che è alla base del secondo stato d’animo di cui vi facevo cenno. Ossia la voglia di ripartire a settembre con la giusta marcia, per affrontare le sfide che abbiamo lanciato quest’anno con lo scopo di riportare Roma al posto che tradizionalmente le spetta sul palcoscenico interno ed internazionale. Come Delegato alle politiche sportive credo che l’obiettivo da centrare ad un macro-livello sia quello di fare il possibile per rinforzare la solidità della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, un evento che porterebbe alla Città non solo introiti economici ma un nuovo spirito ed una grande fiducia in se stessa. Per una migliore qualità di vita dei romani nel prossimo futuro. Ad un altro livello, desidero continuare a sostenere tutte le società ed associazioni impegnate nel settore amatoriale e aggregativo, in quanto forniscono ai romani un servizio indispensabile sia per la salute, che per la socializzazione e la lotta ad ogni genere di devianza. È, in entrambi i casi, lo sport un settore sul quale l’amministrazione di cui faccio parte ha deciso di investire per conseguire quella “rinascita” che ha rappresentato il nostro biglietto da visita agli occhi dei cittadini.
Due ultime note: il 25 agosto, come accennavamo all’inizio di questo breve saluto, si consumerà in Piazza del Campidoglio, un avvenimento particolarmente importante. Saranno ricordati, con parole, musiche, immagini e testimonianze di chi ha vissuto da protagonista quell’evento magico, i Giochi della XVII Olimpiade, quella del 1960, quella di Roma. E quella che gli addetti ai lavori ricordano ancora come l’edizione più bella di sempre, che vide i maratoneti correre per le vie di Roma Antica fin sotto l’Arco di Costantino, i lottatori battersi nella Basilica di Massenzio e pugili come Benvenuti e Cassius Clay combattere nel neonato gioiello del Palaeur, senza dimenticare i marmi allora ancor più bianchi del Foro Italico. …Mentre, poco lontano, i divi di allora erano inseguiti dai Paparazzi e Anita Ekberg si bagnava nella Fontana di Trevi. Roma era al centro del mondo e noi, orgogliosi, la ricorderemo il 25 agosto insieme a quelle straordinarie Olimpiadi. Ed intanto, potrete sfogliare uno speciale a cinque cerchi: la rivista dell’Ufficio Sport è anche sul web all’indirizzo www.spqrsport.it: ma sempre in attesa della kermesse di fine agosto. Mi raccomando!
Per confermare la partecipazione alla cerimonia di apertura delle Celebrazioni del 50°anniversario dei Giochi della XVII Olimpiade che si terrà mercoledì 25 agosto 2010, ore 20.00 in Piazza del Campidoglio: eventi.cerimoniale@comune.roma.it oppure al n. fax 06-69940265
Sono partiti oggi all'Hakuna Matata di Ostia le finali del campionato italiano di beach soccer, evento organizzato dalla Figc-Lega Nazionale Dilettanti in collaborazione con Officina Italiana e patrocinato dall'Ufficio delle Politiche Sportive del Comune di Roma.
Tre giorni di sfida sulla spiaggia, in cui le otto migliori formazioni italiane si daranno battaglia per conquistare lo scudetto. Sul litorale laziale e' stata allestita una beach arena da 2mila posti. "Voglio esprimere - ha affermato il delegato del sindaco Alemanno alle Politiche Sportive, Alessandro Cochi - il mio entusiasmo per la realizzazione dell'evento e per la partecipazione riscontrata fin da subito tra il pubblico. Una chiara prova di come eventi sportivi di grande interesse si possano realizzare ovunque, in centro come in periferia".
"Sono soddisfatto che sia proprio il litorale di Ostia - ha concluso Cochi - a ospitare le finali per il secondo anno di seguito, strappandole ad altre spiagge tanto blasonate. Inoltre, a impreziosire ulteriormente la manifestazione ci penseranno grandi nomi del calcio italiano, come Aldair, ex gloria giallorossa, e Massimiliano Esposito, ex giocatore della Lazio. Non mi resta che augurare a tutti buon divertimento e che vinca il migliore".
Due striscioni esposti in piazza del Campidoglio con su scritto: "Due agosto 1980, a quando la verita'?" e "Strage di Bologna: da 30 anni colpevoli di comodo e vittime senza giustizia". Cosi', un gruppo di militanti di destra e consiglieri comunali del Pdl hanno voluto ricordare le vittime dell'attentato alla stazione di Bologna nel giorno del trentesimo anniversario della strage. "Chiediamo giustizia per le vittime e verita' sugli esecutori di questa strage", affermano i consiglieri comunali Ugo Cassone, Alessandro Cochi e Andrea De Priamo che hanno ricordato che per la strage furono condannati i Nar (Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini)."In realta' - proseguono i consiglieri - i colpevoli non sono loro, ma il clima di quegli anni, la magistratura rossa e i servizi deviati fecero ricadere la colpa sugi ambienti di destra. Per comodita' e per matrice ideologica". I tre consiglieri chiedono di eliminare il segreto di Stato sulla strage di Bologna e riavviare le indagini per individuare "i reali colpevoli e dare giustizia alle vittime". "Come emerge dagli ultimi dossier della commissione Stragi - concludono - per individuare i reali colpevoli ci sono varie piste da seguire, tra cui quella del terrorismo internazionale". In piazza sono presenti militanti della associazioni di destra "Noi oltre" e "Identita' e tradizione".
02-08-2010
Necessario fare luce sui responsabili reali di quell'eccidio
"Oggi pomeriggio, sotto il Marco Aurelio, in piazza del Campidoglio, abbiamo partecipato alla manifestazione in ricordo dei trenta anni della strage di Bologna. Le 85 vittime di una delle pagine piu' buie della storia italiana attendono ancora giustizia. Le nubi che avvolgono le indagini processuali non sono ancora state disciolte, e in tutti questi anni si e' dato seguito a una verita' di comodo che alimenta solo i dubbi su uno dei maggiori misteri dell' Italia repubblicana". E' quanto dichiarano i consiglieri comunali del Pdl, Ugo Cassone, Alessandro Cochi e Andrea De Priamo, presenti alla manifestazione insieme ai consiglieri Pdl del III Municipio, Cristian Fragala' e Alessandro Zingaretti. I consiglieri fanno sapere che durante la manifestazione sono stati aperti due striscioni che riportavano le scritte: '2 agosto 1980, a quando la verita'?' e ' Strage di Bologna: da 30 anni colpevoli di comodo e vittime senza giustizia'. "La nostra presenza qui oggi- continuano- vuole rafforzare la richiesta di giustizia non solo per le vittime della strage, ma anche per chiedere finalmente la verita' sui responsabili reali di quell' eccidio, visti i forti dubbi sull' impianto accusatorio nei confronti di persone poco piu' che adolescenti all' epoca dei fatti, dichiarati colpevoli per convenienza". Cassone, Cochi e De Priamo chiedono "con forza che vengano individuati i reali responsabili della strage, e che a trenta anni di distanza possa finalmente essere fatta piena chiarezza su questa oscura vicenda. Chi piange quelle 85 morti- concludono- merita la verita'. Chi ha pagato ingiustamente merita giustizia".
30-07-2010
Corviale, Cochi: "Bene progetto 'Quadrante Olimpico'"
"Ritengo fondamentale investire sullo sport di base e su progetti legati alla sua promozione. Ciò significa andare a valorizzare la ricchezza degli impianti e di strutture sul nostro territorio sia creandone dei nuovi, sia adeguando come possibile quelli già presenti, rappresentando questi una risorsa sportiva importante per la città e per la possibile consacrazione della candidatura di Roma alle Olimpiadi. Pertanto seguo con piacere "Quadrante Olimpico Corviale", un progetto da prendere con particolare attenzione, cercando di realizzare almeno i punti essenziali e mettere in sinergia quelli esistenti. A tal fine è nostro impegno proporre un tavolo tecnico comune, già peraltro condiviso, con il presidente della Commissione Sport Federico Mollicone, con il consigliere Giulio Pelonzi e con gli Assessorati e i Dipartimenti competenti, per poter discutere sul lavoro da affrontare insieme".
30-07-2010
Corviale, coordinamento 'Domani': da Cochi ok progetto 'Quadrante Olimpico'
"Due ore intense di approfondimenti sugli elaborati grafici delle strutture progettate e finanziate, su progetti e cartografie di quelle da realizzare, e soprattutto ad ascoltare dalle parole della folta delegazione che raccontavano la ricchezza sportiva del Quadrante Corviale. Una ricchezza fatta di impianti e strutture ma soprattutto di passione, competenze e professionalità degli operatori pubblici e privati che hanno dato tanti risultati e riscontri concreti (dati, presenze, eccellenze ecc...) sia alla Comunità locale che alla città". Così in una nota il Coordinamento "Corviale Domani". "Alla fine dell'incontro l'onorevole Cochi - prosegue il comunicato - delegato del sindaco per le politiche dello Sport, ha celebrato il battesimo del progetto 'Quadrante Olimpico Corviale' riconoscendo al Quadrante Corviale la sua strutturale vocazione olimpica per le discipline cosiddette 'minori' e rivolta agli allenamenti delle delegazioni nazionali e alle paraolimpiadi. Il primo impegno del delegato è stato quello di ritrovarci a settembre nel quadrante per toccare con mano e raccontare dal vivo le sue esperienze, partecipando così direttamente alla stesura definitiva del progetto. Il secondo è di portare sul tavolo del Comitato Olimpico la proposta di inserire nel dossier la vocazione olimpica del Quadrante Corviale che, con risorse modeste rispetto a quelle previste per i Giochi, può dare risposte sia alle richieste olimpiche sia, in modo definitivo, allo sport di base di un'importante area della nostra città. Convinzione questa ribadita anche dall'onorevole Cochi e condivisa dal Sindaco Alemanno. Corviale e il quadrante nel quale ricade sono il modello futuro su cui deve investire la città. Lo sport di base, e lo può fare con dati alla mano, deve entrare nel dna di Roma uscendo dal suo ruolo ancillare a cui troppo spesso viene relegato. Spetta alle Istituzioni e alla Politica, certo. Ma anche alle tante associazioni e ai capaci operatori sportivi che si impegnano quotidianamente a tal fine".