22 marzo 2013

Ippodromo Tor di Valle

Tor di Valle come San Siro. Trotto e calcio fianco a fianco, nella consapevolezza che il nuovo stadio della Roma e l’ippodromo possono convivere.
E’ un affascinante progetto quello su cui stanno lavorando in queste ore Gaetano Papalia, il proprietario dell’ ippodromo di Tor di Valle, e il gruppo che fa capo a Luca Parnasi (Parsitalia) che realizzerà nei prossimi anni lo stadio di “Totti&Co“.

La soluzione del doppio impianto sportivo, ipotizzata ieri dal sindaco Gianni Alemanno, è stata confermato questa mattina nel corso di un incontro proprio a Tor di Valle tra il delegato comunale allo Sport, Alessandro Cochi, e i lavoratori dell’ ippodromo.
A cui è seguito anche un incontro riservato tra lo stesso Cochi e Papalia. La carta del trasferimento del trotto a Capannelle è ancora sul tavolo, ma ci sono diversi punti di forza a favore dell’ ipotesi del mantenimento a Tor di Valle del trotto, pur in presenza dello stadio della Roma.

Innanzitutto l’impossibilità di schivare, anche nella prima ipotesi che vedeva la realizzazione dello stadio al posto della pista (con tanto di direzionale e residenziale tutto intorno), una variante urbanistica. E a questo punto, è stato il ragionamento, se una variante serve si può pensare anche di realizzare lo stadio di Dan Meis fuori dal perimetro della pista dei cavalli. Un altro elemento, per l’ appunto, è l’ acquisizione da parte del gruppo Parnasi anche dell’ area attorno all’ ippodromo.
Ed ancora: la difficile e storica convivenza tra operatori del trotto e operatori del galoppo, perchè la promiscuità non è mai gradita.

Ed infine la possibilità, per ora solo teorica, di fare assorbire parte dei lavoratori in eccesso di Tor di Valle proprio dal nuovo e limitrofo stadio, sgravando Papalia di una parte di quel costo del lavoro che oggi è insopportabile e che, complice la crisi ippica, ha portato alla difficile situazione attuale.

Per tutti questi motivi sono in corso da giorni contatti tra Parnasi e Papalia, la cui intenzione e’ proprio quella di fare rimanere il trotto a Tor di Valle e fare ripartire le gare dal primo aprile. “Anche se per questo serve l’ autorizzazione del ministero- ha spiegato Cochi al termine del lungo e cordiale incontro con i lavoratori- La prossima settimana faremo un incontro con il ministero competente.

E’ indispensabile per vari motivi: gli ippodromi romani aspettano vecchi finanziamenti da tempo. Inoltre e’ il ministero che fornisce le autorizzazioni che consentono di far partire le gare di trotto o di galoppo”. Cochi ha ribadito che “il Comune, pur senza interferire, sta seguendo da vicino la questione perche’ sono in ballo decine di posti di lavoro. Non lasceremo soli questi lavoratori e per questo, oltre a tenerci in contatto con i sindacati, stiamo pensando ad un tavolo Comune-Papalia-Parnasi-As Roma.

Una cosa e’ certa, il trotto a Roma va recuperato. Troveremo una soluzione”. Per questo se la trattativa per la convivenza calcio-cavalli tra Papalia e Parnasi dovesse andare storta, se lo storico patron dell’ ippodromo, in altre parole, scegliesse la via della monetizzazione dell’ investimento consentendo la costruzione dello stadio sul catino della pista, in campo resterebbe la carta del trasferimento a Capannelle. “Lo spostamento non sarebbe semplice anche perchè bisognerebbe realizzare una nuova pista di un chilometro” che comporterebbe spese importanti per i gestori di Capannelle (di proprietà comunale). Il trasferimento, pero’, potrebbe essere “oliato” dal Comune attraverso l’ abbassamento del canone d’ affitto alla stessa società che gestisce Capannelle. Intanto, pero’, se la stagione non riparte i lavoratori rischiano di rimanere definitivamente a casa. In attesa dello sperato via libera del ministero l’ ipotesi più probabile e’ questa: un accordo tra gli ippodromi di Tor di Valle e Follonica per fare tornare il trotto proprio a Tor di Valle.

Il prima possibile e per un anno e mezzo, due, ovvero il tempo minimo per far partire i lavori dello stadio. Con il sogno di vedere presto i tifosi di Varenne e Totti gli uni a fianco agli altri.