17 novembre 2012

Non possiamo più attendere

La prospettiva di un governo “Monti-bis”, il perdurare della stagnazione economica e la crisi di legittimità attraversata da tutti i maggiori partiti italiani rappresentano significativi elementi di riflessione per quanti avvertono un senso di responsabilità nei confronti dell’Italia. Il loro principale effetto è il diffondersi della convinzione sulla necessità di superare l’inerzia politica che caratterizza questa fase e formulare un nuovo progetto sia a livello locale, che sul piano nazionale.
Il Sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno, insieme al suo gruppo di consiglieri più vicino, si è dichiarato consapevole che il primo passo da compiere su questa strada sia quello di ufficializzare la sua ricandidatura alle primarie che si sanciranno chi dovrà misurarsi alle elezioni per la carica di primo cittadino della Capitale e rilanciare la sfida al Centro-Sinistra. Il recente risultato delle elezioni siciliane, infatti, ha rafforzato nell’ambito del nostro gruppo umano e politico l’idea che qualsiasi proposta politica non possa essere calata dall’alto, come espressione della sintesi degli equilibri interni ai partiti, ma debba costituire il risultato di un approccio che riparta dalla “base”.
L’opposizione, d’altronde, sta mostrando i suoi punti deboli non riuscendo ancora ad esprimere una candidatura allo scranno più alto del Campidoglio e facendo circolare notizie relative a personaggi ripescati dal passato e di dubbia esperienza nella gestione della cosa pubblica. Parallelamente cominciano ad emergere le tante contraddizioni tra la teoria e la pratica di cui – in tempi non sospetti – avevamo già sospettato il governo Monti: l’unica proposta che rischia di concretizzarsi realmente sui “tagli” alla politica è un’assurda legge sulle quote rosa (relativa ai soli Enti locali!!!) che penalizza il merito e riduce le donne a soggetti da proteggere attraverso qualcosa di simile a delle “riserve indiane”.
I segnali di grande partecipazione alla manifestazione Non possiamo più attendere, che si è tenuta domenica 11 novembre al Teatro Brancaccio e a cui hanno aderito non solo i cittadini del territorio di Roma e Provincia ma di tutte le regioni, ci impongono di interpretare l’emergente voglia di far politica da posizioni, con persone e attraverso idee nuove, in chiave nazionale pur ribadendo il ruolo di traino sociale, economico e culturale della Capitale d’Italia.