29 dicembre 2012

Premio lazialità 2012

Il Campidoglio si è colorato di biancoceleste per un giorno, in occasione del Premio Lazialità, conferito ogni anno a una serie di personalità che si sono distinte per la loro indiscussa fede calcistica verso la Lazio. Il riconoscimento, istituito dalla rivista “Lazialità”, vuole essere un simbolo della passione che anima i tifosi della squadra biancoceleste. L’evento ha ottenuto il sostegno e il patrocinio del Dipartimento Sport di Roma Capitale e ha visto la partecipazione del Delegato allo Sport Alessandro Cochi, che ha ottenuto il riconoscimento lo scorso anno, e del Sindaco Gianni Alemanno.
Sotto la guida di Guido De Angelis, Direttore di “Lazialità”, il parterre dei premiati è stato ricco e illustre, con nomi appartenenti al mondo dello spettacolo come Enrico Montesano, Pino Insegno, Francesco Pannofino, ma anche ex campioni della Lazio come Gigi Casiraghi, Simone Inzaghi e Juan Sebastian Veron, e ancora allenatori come Eugenio Fascetti e alcuni dei componenti della formazione odierna come Antonio Candreva e Cristian Ledesma.
Ma l’evento ha visto soprattutto la partecipazione di tanti tifosi che hanno gremito la Sala della Protomoteca e che hanno manifestato il proprio affetto e la propria riconoscenza verso i campioni che hanno fatto la storia del club biancoceleste con cori e canti da stadio. Una storia che parte nel 1900 quella della Società Sportiva Lazio e da allora sono stati tanti i successi da ricordare, così come le delusioni da dimenticare, ma la passione dei tifosi non è mai diminuita e il bel pomeriggio sportivo del Campidoglio lo ha dimostrato, suscitando anche non poca commozione nei protagonisti. Come ha tenuto a dichiarare il Delegato allo Sport di Roma Capitale Alessandro Cochi: “Dico sempre una cosa sia ai romani di nascita che ai romani d’adozione e cioè che il Campidoglio è la casa di tutti e quindi dire alla prima società calcistica oltre che alla prima polisportiva romana che ormai si avvia verso i 113 anni della sua storia, che il Campidoglio non è casa sua sarebbe una grave offesa”.