19 settembre 2010

Roma Capitale, Cochi: “Grazie a Sindaco per regalo bersaglieri”

“Ringrazio sentitamente il sindaco Alemanno e il collega Antonino Torre per l’impegno profuso e la grande attenzione rivolta ai bersaglieri, nel 140° della storica data della Breccia di Porta Pia. In queste celebrazioni è finalmente apparsa, anche a quei pochi che non conoscevano bene
la loro storia, tutta l’epopea per una nazione finalmente unita e dei bersaglieri, simbolo di quel lontano 20 settembre. Se ne esce oltre che arricchiti, migliorati, sicuramente più fieri di essere romani e italiani, al di là di ogni facile retorica, proprio nelle celebrazioni dei 140 anni di “Roma Capitale”, spesso messa gratuitamente in discussione”. E’ quanto dichiara, in una nota, Alessandro Cochi, consigliere comunale del Pdl. “In questi giorni ho ripercorso, tornando bambino, i viali del Gianicolo e del Pincio, ricordando quando mi fermavo incantato davanti al monumento di Enrico Toti, che mutilato di una gamba e ferito a morte, scagliava la stampella contro il nemico, baciando le piume del cappello mentre spirava, con la fierezza
esclusiva di un patriota. E la mente è andata alle fanfare dei bersaglieri, a quell’incontenibile allegria che trasmettono e che evoca i tempi di Porta Pia, di Crimea – prosegue – Ricordandomi, inoltre, le volte che i bersaglieri mi hanno fatto sentire orgoglioso, e di come ogni 2 giugno senta un forte senso di identità e appartenenza nel vederli sfilare in via dei Fori Imperiali per la Festa della Repubblica, così come nel rituale saluto ad ogni Festa de’ Noantri, nel caldo del luglio romano, dopo la solenne processione. Quella che tutti conoscono come ‘la breccia di Porta Pia’ fu solo l’ultimo atto che portò l’Italia a essere finalmente unita. Anche prima c’è stato l’eroismo dei cittadini dell’Urbe che hanno voluto con forza ed amor patrio
un’Italia congiunta e mai più divisa. Pochi anni prima di quella breccia ci fu la ‘Repubblica Romana’ di Armellini, Mazzini e Saffi che al motto di ‘Dio e Popolo’ cercò il Risorgimento come altri ancora prima. Una pagina di storia che si dovrebbe approfondire sempre di più fin dai banchi di scuola. Infine, voglio ringraziare l’autore di un volume appositamente uscito per l’occasione, Renato Merlino, poeta bersagliere che ha dedicato la sua vita alla diffusione della cultura capitolina, quella più vera ed autentica, per la quale anche io, essendo nato in un rione popolare, cerco nel mio piccolo di portare avanti”.