21 giugno 2013

Stadi moderni necessari

Rispondo ad Alfio Marchini dicendo che servono, e con una discreta urgenza, stadi meno capienti, senza pista, moderni, confortevoli e funzionali. Anche patrimonializzabili per le società. La costruzione di questi impianti sportivi – con la giusta proporzione tra cubatura sportiva e cubatura commerciale, che ha fatto, che fa discutere e ha bloccato la leggi sugli stadi a livello nazionale – è una grande occasione di lavoro in tempi di crisi come questi.

Gli stadi sono stati costruiti quasi esclusivamente con i soldi dei privati con  la partecipazione dei territori limitrofi. Sempre con investimenti privati sono state edificate le infrastrutture e le opere pubbliche di miglioramento nei dintorni degli impianti a favore della cittadinanza (per la qualità della vita di tutti i giorni), fatto salvo l’impatto ambientale e quello alla mobilità e i non pochi  pareri competenti quasi tutti vincolanti.

Rispetto all’Europa e al Mondo siamo fortemente indietro. Mi piace per esempio l’impianto sportivo di Tor di Valle, sicuramente meno la Tiberina. Sono per il recupero del Flaminio anche se può essere difficoltoso. E per gli stadi più piccoli, penso anche al recupero di Campo Testaccio. Ricordo che molti settori sono in crisi da anni, lo sport ha dimostrato di non esserlo a Roma e in Italia. Soprattutto come fenomeno socializzante, aggregativo, che include e va anche oltre i grandi eventi di spessore internazionale con grande rilevanza mediatica.

Alessandro Cochi