04 maggio 2013

Sullo stadio Flaminio

Prosegue a grandi passi, come dichiarato mesi or sono da questa Amministrazione, l’iter per il bando che riguarda lo Stadio Flaminio, di proprietà di Roma Capitale e per lungo tempo in concessione alla Coni Servizi. Lo storico impianto (il primo a Roma. Poi arrivò il Foro Italico che ospitò le partite di Lazio e Roma solo da fine Anni ’50), cerca qualcuno che si prenda cura di lui. Da parte di Roma Capitale saranno richiesti solo gli interventi di ristrutturazione legati a precisi parametri gestionali (vi sono varie ipotesi in tal senso, a seconda dell’entità interessata alla concessione) e un piano di riqualificazione adeguato.
«In attesa dell’uscita del bando, che a breve sarà pubblicato, è stato condotto da Roma Capitale uno studio di fattibilità, terminato nel mese di aprile, che sarà posto alla base del bando stesso. Questo, prevede l’utilizzo funzionale delle aree attualmente inutilizzate dello stadio.
La riqualificazione di un impianto come il Flaminio è considerato dall’attuale Amministrazione fondamentale in un quadrante della città a forte vocazione sportiva. A tutto questo, si aggiunge un grande valore storico: in quello stadio l’Italia vinse il suo primo mondiale. Il Flaminio deve poter tornare a vivere, senza se e senza ma», ha spiegato Alessandro Cochi, Delegato alle Politiche Sportive di Roma Capitale.
Lo stadio è stato un impianto glorioso per l’Italia e per le squadre romane, vide le gesta di Piola e di Amadei e anche negli ultimi anni, vi si giocò in attesa della ristrutturazione dell’Olimpico per i Mondiali del 1990. Ha anche ospitato il Sei Nazioni di Rugby. Con Tor di Valle concesso alla Roma, è considerato strategico che il Flaminio diventi la casa della Lazio. Del calcio, e questo sarebbe il sogno di tutti i tifosi biancocelesti, o anche della polisportiva. Nel Flaminio vi sono palestre, uffici, c’è una piscina: un luogo nato con concezioni di multidisciplinarietà.
Da tempo Roma Capitale ha provato a sondare sia la sezione calcio che la Lazio Generale, la cosiddetta polisportiva. Ora il momento è giunto. Se la Lazio vuole sarà presto il momento di farsi avanti, con le garanzie necessarie.
«Abbiamo svolto un lavoro finalizzato a trovare delle soluzioni compatibili con il rispetto architettonico della struttura e con le necessità funzionali che mirino anche ad un equilibrio economico», ha detto anche Bruno Campanile, Direttore del Dipartimento Sport di Roma Capitale.